US500

L’indice S&P500, il più rappresentativo della Borsa americana, ha sofferto ieri la brutta performance di IBM: -7% dopo la trimestrale deludente.

L’altro ieri l’indice aveva messo a segno la miglior seduta da marzo (+2,2%) dopo aver chiuso venerdì scorso la peggior seduta da marzo (-4,2%). Segno inequivocabile che la volatilità nelle ultime settimane ha spostato gli equilibri che hanno dominato la borsa Usa nel corso del 2018.

Il guadagno da inizio 2018 dell’S&P500 per un investitore italiano è intorno al +9,5%, performance allineata a quella del Dow Jones (+8,4%) e distaccata da quella del NASDAQ (+15%) sebbene la forbice si sia chiusa rispetto alla prima parte dell’anno.

A determinare la tendenza sono le tensioni sui tassi e il flusso delle trimestrali che spesso danno origine a bruschi aggiustamenti dei titoli. IBM, per esempio, anticipa un avvio in ribasso del 5%, Netflix in rialzo del 15%.

Graficamente, il trend dell’S&P500 è ancora robusto. La brusca correzione avviata a inizio ottobre ieri ha interessato il primo supporto degno di nota posizionato sulla trendline crescente che passa per area 2.740 punti da dove è scattato il rimbalzo.

Un secondo livello di sostegno, più significativo, è collocato in area 2.680/2.580, rispettivamente, apertura annuale e livello short annuale del Target Geometry.

Segnali di riequilibrio saranno visibili sopra 2.850 punti, target 2 annuale del Target Geometry. A quel punto si potrà ripuntare alla violazione dei massimi storici.

Cambio di scenario  sotto 2.500 punti.

The MQLSuite team

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.