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Prezzo dell’Oro, ecco gli elementi che lo influenzano

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Prezzo dell’oro ecco gli elementi che lo influenzano

L’oro, si sa, è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza: un andamento tendenzialmente lineare delle quotazioni, la possibilità di prevedere a grandi linee incrementi e decrementi di valore, la sicurezza di poter liquidare velocemente l’investimento, sono tutte caratteristiche che da decenni spingono piccoli e grandi investitori ad agire sul mercato dei metalli preziosi.

Ma è davvero così? È possibile affermare che l’oro è insensibile alle vicende politiche o finanziarie mondiali? Cos’è che influisce sulla quotazione dell’oro? Per rispondere a queste domande, si impone una precisazione iniziale, circa il rapporto tra oro quotazione e valute.

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Il mercato dell’oro, almeno per quanto concerne l’oro fisico, è caratterizzato dall’assenza di intermediari necessari: gli scambi avvengono direttamente tra venditori e acquirenti o tra soggetti che si fanno rappresentanti delle istanze di gruppi di venditori e acquirenti (ad esempio i banco metalli).

Questo comporta che, per la maggior parte, il prezzo dell’oro è determinato dal rapporto tra domanda ed offerta, tanto è vero che esiste una apposita istituzione, che ha sede presso la Borsa di Londra che interviene per calmierare il mercato qualora l’immissione di lingotti o la loro domanda, siano tali da squilibrare il mercato. Del Gold Council fanno parte le principali banche autorizzate alla compravendita di oro, che valutano, di giorno in giorno, la situazione, considerando i mandati a vendere ed acquistare, dati dai propri clienti.

Se questo è quanto avviene in linea di principio, sarebbe sciocco pensare ad una totale indifferenza di questo mercato alle vicende economiche e politiche esterne. L’oro viene scambiato utilizzando quale unità di misura l’oncia troy e utilizzando quale valuta di riferimento, il dollaro americano e, di conseguenza, l’andamento della valuta USA, ha delle ripercussioni, seppur indirette. L’apprezzamento o il deprezzamento del biglietto verde, non può, chiaramente che significare una minore o maggiore convenienza dell’investimento in oro.

Allo stesso modo, si può riconoscere una influenza alle vicende politiche o agli accadimenti che si verificano in Paesi aventi un ruolo importante nella finanza e nell’economia globale. Basta pensare, ad esempio, a quanto è accaduto dopo il terremoto che ha colpito il Giappone nel 2011 e alla conseguente crisi del nucleare.

Anche in questo caso si tratta comunque di influenze indirette, legate più all’andamento delle monete nazionali che al fatto in sé: la Banca Centrale del Giappone, al fine di fronteggiare l’emergenza, optò per una incisiva iniezione di liquidità, svalutando lo yen nei confronti delle altre monete nazionali. Di conseguenza, per alcuni investitori divenne più conveniente cedere gli yen e incrementare la presenza sul mercato dell’oro e degli altri metalli preziosi.

Non esiste una correlazione diretta nemmeno tra il prezzo dell’oro e quello del petrolio. Il legame tra i due mercati sta nel fatto che in entrambi i casi, quale valuta di riferimento, si utilizza il dollaro americano, ma perché si possano verificare degli incrementi decisivi nel valore dell’oro, dovremmo essere di fronte a cambiamenti che, allo stato, sono ben lontani da verificarsi. Servirebbe, ad esempio, che il petrolio fosse scambiato con valute differenti: la perdita di “credibilità” registrata in questo caso dal dollaro, favorirebbe decisamente un incremento del prezzo dell’oro.

Quello che, in conclusione, appare evidente, è che spesso, i legami annunciati tra il prezzo dei metalli preziosi sul mercato di riferimento e accadimenti esterni è più mediatico che effettivo. A fronte di eventi quali una crisi economica o un disastro naturale in grado di mettere in difficoltà l’economia di un Paese, in molti sono spinti ad entrare nel mercato dell’oro. È del tutto normale e fisiologico e dipende, in gran parte, dalle caratteristiche di questo metallo e dal fatto che da sempre, come già accennato, esso rappresenta il bene rifugio per eccellenza, in quanto garantisce una stabilità mai nemmeno ipotizzata sui mercati finanziari.

Questo però dipende essenzialmente dalle caratteristiche intrinseche del mercato dell’oro e non certo dalla sua reazione agli “scossoni” esterni, tanto che, nella maggior parte dei casi, alla risposta emotiva degli investitori, non corrisponde una eguale reazione del mercato e quindi del valore dell’oro. A conferma di ciò basta verificare quanto accade nell’area asiatica dove l’oro e gli altri metalli preziosi, ancora considerati alla stregua di una moneta, diventano davvero un investimento sicuro, con una domanda in continua crescita e messa al riparo da qualsiasi sobbalzo emozionale.

Informazioni sull’Autore

Alessia Uggeri

Fonte: Article-Marketing.it

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