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Conti correnti “dormienti”: così lo Stato utilizza i risparmi per ripianare il bilancio pubblico

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Per effetto di una norma approvata nel 2005 e fortemente voluta dall’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, i conti correnti e ogni tipo di rapporto bancario e assicurativo con saldo superiore a 100 euro e non movimentato da almeno 10 anni vengono “requisiti” e confluiscono in un fondo istituito “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie”. A quanto pare, però, sembra invece vengano utilizzati dai governi per altri scopi.
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