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Cala il costo di un conto corrente: ora gli italiani spendono in media 77 euro l’anno

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Buone notizie per i risparmiatori italiani arrivano dalle rilevazioni della Banca d’Italia. Stando a quanto comunicato con le “note di stabilità finanziaria e vigilanza”, infatti, risultano ancora in calo le spese relative ai conti correnti bancari. Per quanto concerne i conti aperti presso gli istituti di credito, infatti, la spesa annuale effettiva di gestione di un conto corrente rappresentativo è stata di 77 euro nell’ultimo anno di osservazione, mentre per gli anni precedenti la cifra superava gli 85 euro. Come rileva Bankitalia, si tratta della prosecuzione di un trend in atto dal 2010, con una discesa media dei costi pari al 3,4% annuale.

Si tratta di dati in larga parte determinati dalla diminuzione dei cosiddetti oneri fissi, in particolare per quel che riguarda il canone annuo. In discesa anche gli oneri variabili, legata al calo medio del costo delle singole operazioni; da questo punto di vista, invece, un costo maggiore è stato rappresentato dalla crescita dell’operatività dei clienti.

I conti aperti di recente sono quelli che hanno costi minori, anche grazie alla concorrenza tra gli istituti di credito e alla moltiplicazione di offerte commerciali, promozioni eccetera. L’obiettivo dell’ampliamento della clientela, si legge nel rapporto di Bankitalia, ha così finito per avere un effetto positivo per gli utenti, che hanno visto ridursi significativamente le spese legate all’operatività e alla gestione dei propri conti.

Resta molto alto, rispetto alla spesa effettiva media, l’indicatore sintetico di costo (ISC), che rappresenta “una stima della spesa di un conto corrente fondata su ipotesi relative al consumo dei servizi bancari e ai prezzi dei servizi”. La differenza è prodotta dal differente utilizzo dei servizi bancari rispetto alle ipotesi e dal contenimento dei prezzi degli stessi, operato dalle singole banche.


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