Sono passati ormai 10 anni e il Bitcoin fa sempre più parlare di sè tra sostenitori e oppositori delle valute digitali. Nonostante il crollo del suo valore che lo ha visto passare in meno di un mese da 15.000€ a un terzo del suo valore, il Bitcoin rimane comunque la valuta digitale che ha fatto da capostipite aprendo nuovi scenari economici con grande impatto anche nel mondo del trading online.

In questo articolo parleremo della nascita di Bitcoin e della Blockchain, il suo “cuore informatico”, ricordando a tutti che fare trading su un mercato che non conosciamo è assolutamente sconsigliato, quindi è necessario acquisire almeno un minimo di conoscenza storica su questo nuovo strumento finanziario.

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Bitcoin: Un nuovo modo di concepire il denaro

Bitcoin è la valuta virtuale più conosciuta e a livello mondiale la più tradata sia dai professionisti che dai trader privati e deve questo primato a due fattori principali:

  1. E’ stata la Criptovaluta che ha fatto da apripista a tutte le altre e quindi gode di una certa fiducia;
  2. Ha raggiunto un incredibile livello di capitalizzazione di mercato garantendo quindi un’ampia volatilità e ottime opportunità di trading;

Nel 2008 una figura misteriosa, tal Satoshi Nakamoto (della cui identità non si sa nulla nemmeno oggi), presentò un’idea potenzialmente in grado di rivoluzionare in primo luogo il mondo delle transazioni finanziarie ma in generale ogni operazione che richieda lo scambio di dati con una terza parte a confermare l’operazione, quali le banche o i notai: ovviamente stiamo parlando del Bitcoin, la “Criptovaluta”, o valuta digitale di cui oggi si parla tanto.

In realtà l’idea non era sua, ma Satoshi ha il merito di essere stato il primo a rendere concreto l’uso di una tecnologia chiamata Blockchain (da cui il poco utilizzato italiano “catena di blocchi”) che è quello che sta alla base del Bitcoin.

Capire il concetto di Blockchain

Prendiamoci quindi un attimo per vedere che cos’è la Blockchain ed in che modo è in grado di rivoluzionare le nostre vite, per poi tornare al Bitcoin.

La tecnologia Blockchain venne teorizzata ad inizio anni ’90 ed altro non è, semplificando, che un enorme elenco di transazioni costituito appunto da blocchi di dati.

bitcoin blockchain

Ogni blocco presenta un collegamento al blocco che lo precede e contiene tutti i dati delle transazioni relative al blocco stesso. Satoshi Nakamoto ebbe la brillante idea di distribuire questo registro di transazioni tra tutti gli utenti della Blockchain, proteggendo i dati mediante crittografia  ed usando un software di condivisione peer-to-peer per fare interagire gli utenti tra di loro.

In questo modo, la Blockchain si “autogestisce”: finché almeno un computer al mondo continuerà a far girare il programma la Blockchain continuerà a vivere di vita propria.

Visto che una copia del registro esiste su ogni computer della rete, è praticamente impossibile andare a modificare le transazioni registrate sulla Blockchain che risulta quindi essere a prova di intrusioni di malintenzionati. Abbiamo quindi un registro, degli utenti che possono scambiarsi dati registrati sul registro, la sicurezza che i dati non possono essere alterati e la comunità stessa a fare da garante, senza bisogno di un organo centralizzato.

Che cosa ci potrebbe essere di meglio di una moneta per sfruttare queste caratteristiche? Nasce così Bitcoin, la rete peer-to-peer che consente di scambiarsi…Bitcoin.

Di chi è davvero l’idea di Bitcoin?

Anche l’idea di una moneta virtuale a dire il vero non è partorita dalla mente del geniale Satoshi (ammesso che dietro al nome ci sia una persona unica e non un collettivo, nel qual caso bisognerebbe parlare al plurale).

Già dieci anni prima del lancio di Bitcoin, un informatico cinese ed uno americano avevano teorizzato qualcosa di simile, senza però arrivare alla realizzazione pratica. Arriva così il 2009, il programma viene reso disponibile, Satoshi “mina” (torneremo su questa parola a breve) il primo blocco e la storia ha davvero inizio.

Satoshi inizia a distribuire i primi Bitcoin a persone con cui è in contatto, inclusi i due informatici che lo avevano preceduto nell’idea e quello che aveva ideato una cosa chiamata RPOW (Reusable proof of work), e qui torniamo sul concetto di “minare”. Senza scendere troppo nel tecnico, minare è l’operazione che permette di tenere viva la Blockchain, permettendole di continuare a generare blocchi e quindi di fare transazioni, utilizzando la potenza di calcolo dei singoli PC che in cambio ricevono un quantitativo predefinito di Bitcoin che cala con il tempo, aumentando la difficoltà dei calcoli necessari per generare un nuovo blocco.

La differenza con gli antichi minatori è che invece di utilizzare la forza fisica si utilizza la potenza di calcolo e che l’oro trovato non è metallico ma digitale.

Ma oggi è ancora possibile guadagnare Bitcoin o conviene sfruttare altri metodi di investimento? Scoprilo in questo articolo.

Bitcoin: Un ricchezza limitata

I Bitcoin minabili da chi tiene viva la Blockchain non è infinito: il numero di Bitcoin totali è fissato in 21 milioni e quindi con l’aumentare della domanda, non potendosi creare più offerta il prezzo è destinato a crescere.

Proprio questo legame con la legge fondamentale della domanda e dell’offerta porta due interessanti conseguenze, in realtà una conseguenza dell’altra: la prima è che il prezzo dell’asset è molto volatile, non è difficile vedere aumenti o cali di prezzo del 10% o anche 20% nel giro delle 24 ore.

La seconda è che tale volatile la rende molto appetibile per il trading. Non per nulla il trading su Bitcoin sta oggi spopolando anche perché presenta almeno due enormi vantaggi rispetto al trading Forex tradizionale

L’utilizzo dei Bitcoin non è difficile, basta un PC con internet ed un programma per connettersi alla Blockchain chiamato Wallet.

L’unico aspetto su cui bisogna prestare molta attenzione è che i punti di forza del Bitcoin, la decentralizzazione e l’anonimato, rappresentano anche una debolezza.

Non essendoci infatti un ente centralizzato garante, chiunque abbia le monete sul suo Wallet ne è il titolare. Si capisce come quindi chiunque entri in possesso di alcuni dati fondamentali (dimenticate i classici username e password) può fare un trasferimento ed impossessarsi così dei Bitcoin.

Per questo è fondamentale custodire con estrema attenzione questi dati, se un hacker ne entrasse in possesso potremmo vedere sparire per sempre i nostri asset.

Dopo questa veloce introduzione siamo pronti per addentrarci nei dettagli di alcuni aspetti appena accennati e dopo aver capito bene il funzionamento della prima di tutte le Criptovalute finalmente iniziare a fare trading.

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