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Didattica sulle Bande di Bollinger by Rischio Calcolato

bande di bollinger
Articolo concesso su licenza Creative Commons da Rischio Calcolato a cura di Giovanni Baudio

Considero le bande di Bollinger uno degli strumenti più potenti del panorama degli indicatori e oscillatori tecnici. Un solo indicatore ci fornisce il dato di volatilità, range di oscillazione, trend, accumulazioni e distribuzioni e altro ancora. Insomma un solo indicatore, tante indicazioni.

John Bollinger, colui che ha formulato questo indicatore, ha pensato di individuare un modo per racchiudere i prezzi all’interno di un range in cui per il 95% del tempo le quotazioni si verranno a trovare.

Da questa “normalità” individuata da Bollinger discendono alcuni impieghi operativi di questo strumento, ma prima vediamo cosa sono le bande di Bollinger, o meglio come si calcolano.

Le BB si costruiscono a partire da una media, di norma la media a 20 periodi, ma si può usare anche una media a 21 senza stravolgerne l’essenza. Questa media rappresenta il livello attorno al quale oscillano i prezzi (e vorrei ben vedere che non fosse così, è una media!).

Da questa media vengono costruite due bande, una superiore sommando il doppio della deviazione standard a 20 periodi, e una inferiore sottraendo il doppio della deviazione standard (sempre  a 20 periodi).

In sintesi, la formula per la banda superiore: Media[20] + 2 x Dev_Std[20].  Per quella inferiore: Media[20] – 2 x Dev_Std[20].

Il risultato che otteniamo su un grafico è il seguente:

BB

Sostanzialmente, il prezzo si mantiene per la maggior parte del tempo all’interno delle bande. Ma come sfruttarlo operativamente?

Ci sono diverse strategie connesse alle bande di Bollinger, di seguito ne propongo due.

La prima:

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